Come si traducono cultura e valori di un’organizzazione in processi HR concreti. Il caso ANFFAS Trento.
Il 16 settembre abbiamo partecipato a Mind&Heart, l’evento organizzato da Altamira a Milano per confrontarsi sull’evoluzione dell’HR.
Un incontro dedicato a come far crescere le competenze e usare la tecnologia mantenendo le persone al centro.
Come INTELCO, durante l’evento abbiamo raccontato il nostro approccio: mettere le persone al centro.
Per enfatizzare la nostra visione human-centric, abbiamo invitato ANFASS Trentino: una realtà che, nel lavoro di ogni giorno, si occupa di servizi per le persone.
Insieme a Barbara Camorali ed Elena De Gasperi abbiamo avuto modo di costruire uno speech di confronto e di reciproca appartenenza al sistema di confronto.
Abbiamo riportato il nostro speech per chi fosse assente.
ANFFAS: la persona al centro
Fabio Plebani, Direttore Commerciale INTELCO:
Buongiorno a tutti e grazie mille a tutti i presenti, sono Fabio Plebani e mi occupo all’interno di INTELCO di coordinare e seguire l’area Commerciale e Marketing di INTELCO.
Come ha potuto raccontare Stefano fino a poco fa, la nostra azienda si caratterizza per valorizzare la persona. A tutti gli effetti, infatti il nostro asset più importante su cui fondiamo tutte le nostre azioni e decisioni è di mettere le risorse umane al centro – sia internamente che verso la nostra proposta sul mercato.
Ecco perché una volta che Altamira ci ha accolto e invitato a partecipare a questo evento dedicato a Mind & Heart, il nostro primo pensiero è andato su ANFFAS Trento. E sono felice che abbiano accettato di condividere questo palco insieme a me, Barbara Camorali, Responsabile Risorse Umane di ANFFAS ed Elena De Gasperi, Responsabile Selezione e Formazione ANFASS.
Partirei da ANFFAS. Prima ancora di parlare di tecnologia, processi o strumenti, vorrei chiedervi di raccontarci che cos’è oggi ANFFAS e cosa significa, concretamente, mettere la persona al centro del vostro lavoro.
Barbara Camorali, HR Manager ANFFAS Trentino:
Grazie Fabio per l’invito e buonasera a tutti, è un piacere condividere un momento dedicato al mondo HR al di fuori delle nostre scrivanie…
Effettivamente come anticipavi poco fa ANFFAS nasce proprio da un bisogno umano: quello di famiglie che si sono unite per costruire risposte, opportunità e diritti per le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Per semplificare la nostra visione e missione è riuscire a contribuire all’affermazione del nuovo modello di approccio alla disabilità basato su diritti umani e Qualità della Vita.
Anffas si impegna affinché le persone con disabilità, con i giusti e necessari sostegni, siano considerate cittadini in condizioni di pari opportunità con gli altri e pienamente inclusi nelle proprie comunità di appartenenza promuovendo la tutela dei diritti umani, civili e sociali di tutte le persone con disabilità e dei loro familiari.
Anffas è cresciuta al punto da diventare una vera e propria azienda con oltre 600 dipendenti mantenendo il principio di centralità della persona.
E anche noi, come INTELCO, quando parliamo di persona non parliamo soltanto della persona che usufruisce dei nostri servizi. Parliamo anche delle famiglie, degli educatori, degli operatori, degli insegnanti, dei professionisti e di tutte le persone che ogni giorno lavorano affinché quei servizi possano funzionare.
Questo significa che, dietro a ogni processo, anche quello apparentemente più amministrativo o organizzativo, ci sono sempre delle persone, ed è un elemento importantissimo in questo momento storico che è anche fortemente caratterizzato da tecnologie e intelligenza artificiale.
In questa fase di crescita soprattutto per l’ufficio HR nascono forse la complessità maggiore: riuscire a mantenere questa attenzione alla persona mentre, allo stesso tempo, un’organizzazione cresce, aumenta le proprie attività, gestisce più servizi, più operatori, più relazioni e una quantità sempre maggiore di informazioni. Che ne pensi Fabio?
Fabio:
Sì effettivamente è proprio qui che, secondo me, si trova un primo punto di contatto molto forte tra ANFFAS e INTELCO. Ovviamente rispetto a voi il nostro concetto di persona al centro ha una prospettiva diversa: significa costruire processi, strumenti e servizi che rendano più semplice la vita delle persone all’interno delle organizzazioni.
Ritornando all’origine del nostro rapporto, quando una realtà come ANFFAS decide di affidarsi a un partner per la gestione e l’evoluzione dei propri processi HR, cosa cerca realmente? E cosa avete trovato in INTELCO che vi ha portato a sceglierci?
Barbara:
Credo che la prima cosa che abbiamo cercato sia stata la competenza, ma non soltanto la competenza tecnica.
Avevamo bisogno di qualcuno che fosse in grado di comprendere la nostra realtà, le nostre esigenze e anche la complessità dei nostri processi.
Quando si parla di risorse umane, infatti, è facile pensare che il problema sia semplicemente avere uno strumento che permetta di gestire correttamente i dati o gli adempimenti. In realtà, soprattutto in una realtà come la nostra, c’è molto di più.
Ci sono persone, attività diverse, esigenze diverse, processi che devono dialogare tra loro.
Quello che abbiamo apprezzato in INTELCO è stata proprio la possibilità di avere un interlocutore che non partisse dalla tecnologia per dirci come dovevamo lavorare, ma che partisse dalle nostre esigenze per capire quale soluzione costruire. Il punto di forza è stato proprio la volontà di comprendere il nostro mondo, la volontà di capire la nostra organizzazione in modo reale restituendo la capacità di interrogarsi su come gestire l’HR in ANFFAS.
E questo per noi ha fatto la differenza.
Abbiamo trovato competenza, ma anche disponibilità al confronto, capacità di ascolto e soprattutto la possibilità di costruire qualcosa insieme.
Fabio:
Questo è un aspetto che per noi è molto importante. Nel nostro modello non pensiamo che debba essere il cliente ad adattarsi alla tecnologia. Al contrario, è la tecnologia che deve adattarsi ai processi e alle esigenze del cliente, e soprattutto il concetto centrale è il servizio.
La nostra idea è quella di integrare competenze, consulenza e tecnologia per costruire soluzioni su misura.
Vorrei raccontare un progetto fatto insieme che per noi rappresenta particolarmente bene questo modo di lavorare insieme ed è il Progetto Scuole.
Ci racconti da quale esigenza siete partiti e cosa ha significato per ANFFAS sviluppare questo progetto insieme a INTELCO?
Barbara
Il punto di partenza era una necessità molto concreta: gestire in maniera più semplice, strutturata e soprattutto tracciabile tutte le attività legate all’assistenza scolastica, all’IDE e a Officina Compiti. Dovete pensare che all’interno di ANFFAS questi mondi e queste risorse sono sempre intrecciate l’una alle altre e in qualche modo formano anche delle complessità.
Per capirci: ogni assistente doveva dichiarare quali attività faceva, dove e con chi. Il tutto rientrava in ogni singola convenzione, come la chiamiamo noi.
Era un processo che coinvolgeva persone e attività diverse e che richiedeva di tenere insieme moltissime informazioni: le convenzioni con le scuole e gli enti, le ore previste, le tariffe, la pianificazione degli educatori, i calendari, le attività effettivamente svolte e naturalmente tutta la parte di rendicontazione.
La difficoltà non era quindi soltanto amministrativa. Era riuscire a fare in modo che tutte queste informazioni fossero coerenti e che le persone coinvolte potessero lavorare in maniera più semplice.
Come potete capire un’attività che non era proprio semplice.
Da questa esigenza è nato il progetto pilota che abbiamo sviluppato con INTELCO.
La soluzione è stata costruita ad hoc attraverso un sistema integrato che permette di seguire il processo in maniera molto più completa.
Gli educatori possono gestire le proprie attività attraverso l’app, costruita appositamente per noi, le ore vengono rilevate e rendicontate, chi si occupa della gestione può controllare i dati e confrontare le ore teoriche con quelle effettivamente svolte, mentre tutta la parte amministrativa può essere collegata ai processi contabili e di fatturazione.
Per noi il valore non è stato semplicemente avere un nuovo strumento.
Il valore è stato riuscire a mettere ordine in un processo complesso e fare in modo che le diverse persone coinvolte potessero lavorare meglio, con informazioni più coerenti e facilmente accessibili.
E questo, tornando al tema da cui siamo partiti, significa anche mettere la persona al centro: se uno strumento è più semplice da utilizzare, se riduce attività manuali e se permette di avere informazioni più chiare, alla fine migliora concretamente il lavoro delle persone.
Fabio:
Vi ringrazio perché è proprio questo il punto che volevamo raccontare.
Quando parliamo di innovazione, spesso pensiamo immediatamente alla tecnologia.
In realtà, c’è prima di tutto la comprensione di un problema e la relativa analisi.
In questo caso siamo partiti dall’esigenza di ANFFAS, abbiamo analizzato il processo e abbiamo costruito una soluzione che mettesse insieme tecnologia, persone e organizzazione e dati.
È questo per noi il significato di personalizzazione: non portare semplicemente un prodotto, ma sviluppare uno strumento attorno a un’esigenza reale.
Fabio:
A questo punto vorrei fare un ulteriore passo avanti e conclusivo della nostra chiacchierata. Dopo aver lavorato insieme sulla gestione dei processi, avete avuto modo di estendere la collaborazione anche al tema della formazione attraverso l’ecosistema Altamira.
Cosa ha significato per ANFFAS poter integrare anche questa dimensione?
Elena De Gasperi, Formazione ANFFAS Trentino:
Per noi è stato un passaggio naturale.
Una volta che hai costruito una modalità più integrata per gestire le persone e i processi, diventa altrettanto importante riuscire a lavorare sul loro sviluppo.
La formazione, per una realtà come ANFFAS, è fondamentale perché le competenze delle persone hanno un impatto diretto sulla qualità dei servizi che offriamo.
Avere quindi la possibilità di integrare anche questa parte all’interno dello stesso ecosistema ci permette di avere una visione più completa.
Non si tratta soltanto di sapere chi è una persona, che ruolo ha o quali attività svolge, ma anche di capire come può crescere, quali competenze deve sviluppare e quali percorsi possono accompagnarla per valorizzare la loro professionalità.
E’ inoltre una necessità anche in relazione agli adempimenti previsti dai regimi di accreditamento che dobbiamo rispettare
E anche in questo caso, la tecnologia ha senso se riesce a rendere più semplice questo percorso.
Fabio:
Grazie – Credo che la storia di ANFFAS rappresenti molto bene quello che intendiamo quando parliamo di evoluzione dell’HR e rappresenti concretamente quello che ha raccontato Stefano precedentemente.
La tecnologia cambia, gli strumenti cambiano, oggi parliamo di intelligenza artificiale, di dati, di automazione e di nuovi ecosistemi digitali.
Ma c’è una cosa che non cambia: il motivo per cui facciamo tutto questo.
Le persone.
Perché alla fine il nostro lavoro non è semplicemente gestire un processo HR.
È aiutare le aziende a gestire meglio il percorso delle proprie persone.
E forse è proprio questo il punto di incontro più bello tra INTELCO e ANFFAS: mondi diversi, obiettivi diversi, ma una convinzione comune.
Grazie a Barbara e Elena che ce lo permettono





